Archivio di Luglio 2008

Questo non posso proprio accettarlo

Mercoledì, 9 Luglio 2008

Non commento, altrimenti potrei offendere qualcuno.

Posto solo i link, così spero che ve ne rendiate conto anche voi:

Truffa 1

Truffa 2

Lo so, lo so

Martedì, 8 Luglio 2008

Cambio tema quasi una volta alla settimana.

Però questo mi piace; cioè, mi piace proprio yo, uau, maronn.

In realtà scrivo per non lasciare come primo un post datato qualche giorno fa.

Se oggi non mi dimentico di fare la foto alla macchina nuova, stasera gli dedico un bel post.

P.S. La mia Fiat Unto (cit.) è bellissima.

Almeno vinciamo il Mondiale

Venerdì, 4 Luglio 2008

Costituzionalisti

Ciao Matiz :(

Venerdì, 4 Luglio 2008

Dopo 10 anni di onorata carriera, tra molti bassi e pochi alti ( come i 300 km percorsi in un solo giorno ) lascio questa, emh, non so se si può definire automobile.

Che riposi in pace il tuo cuore da 800 cc.

P.S. la foto è stata scattata sfruttando il lato buono della macchina. Fotografare l’altro sarebbe stato troppo umiliante.

P.P.S. Lunedì mattina vado a prendere la Punto 1.3 MJ 90 cv. Yo

Cygwin, il corrispettivo di Wine su Windows

Venerdì, 4 Luglio 2008

Semplice. Per usare i programmi più noti, diffusi e compatibili sono con i s.o. Windows, noi Linuxiani, abbiamo bisogno di usare Wine; un potente emulatore che permette di riprodurre in maniera (quasi) perfetta le applicazioni win.

Data la crescente popolarità che sta acquistando Linux e le grandiose vendite di MacBook, si è sentito il bisogno di adottare la tecnica inversa; emulare i programmi della piattaforma unix su Windows.

E così nasce Cygwin.

Una quasi vittoria per il pinguino :)

Signora, siamo in Italia.

Mercoledì, 2 Luglio 2008

“Pooooooooste Italianeeeeeeee”

Appena sento la parola poste vengo colpito da crisi epilettiche. Uno dei luoghi più infami di Italia, peggio dell’Aspromonte.

Non c’è niente da fare, si riconoscono da lontano. Già 500 metri prima della costruzioni si trovano persone che smadonnano in tutti i dialetti italiani da loro conosciuti; se sanno l’inglese o un’altra lingua smadonnano pure in quella. Guardi verso sinistra e sulla strada principale noti gli automobilisti che urlano contro l’automobile, come se fosse quella che gli impedisse di parcheggiare un uno spazio di 3 micron.

Si arriva nello spiazzo di fronte la posta e si vede di tutto: gente accampata, gente che si è portata i panini per pranzare (e questa non è una stronzata, l’ho vista stamattina), chi accende il pc per lavorare appoggiandosi ad uno dei tavolini riservati alla compilazione dei moduli.

Insomma entro superando le più ardue imprese, degne di Giochi senza Frontiere (WUB) e riesco a pigiare sul tasto “Versamenti e Prelievi”. Il numeretto fuoriesce con una certa flemma dato che, con tutta l’aria condizionata ci saranno stati 35 gradi. A052. Il tabellone segna A013. Ho pensato seriamente di ammazzarmi, però ci ho ripensato, c’è gente che mi vuole bene.

Aspetto il mio fottuto turno che tutto ad un tratto se ne va la corrente e ritorna subito dopo. Sembra sia tornato tutto normale; sembra.

Sul tabellone che segna il numero da servire A013 diventa magicamente A081. Panico. La gente urlava come se ci fosse stato un attacco terrorista. Mi avvicino mellifluo verso un impiegato e gli chiedo:

G: Io ho A052, di colpo è diventato A081, che si fa?

I: Eh, aspetti la fine del giro.

Allora. La fine del giro? Cioè aspetto che se ne vadano tutti per poter prelevare io? Boh. Fatto sta che cambio ufficio postale.

Passo con l’auto li vicino e vedo una fila interminabile fino al di fuori del cancello. Mi incodo e prego la Madonna che questo strazio finisca subito perchè da li a poco avrei bestemmiato e non poco. 40 minuti con la testa senza capelli al sole; mi sono abbronzato.

Ad un certo punto una signora parte dal fondo della fila e si fa largo tra le persone urlando: “Permessoooooo! Permessoooo! Mi sento male! Devo fare subito!”. Un gentil signore simile a un barile esplica tutto il suo dissenso, trovandomi pienamente d’accordo: “A sor, stai male stai male ma porcoddio curr comm n’addannat”. Tradotto: “Amica, dici che stai male ma (porcoddio si capisce ve?) corri come se non stessi male”. La signora, offesa, se ne va.

Arrivato quasi alla fine della fila e in procinto di prelevare i miei miseri 300 euri un cliente chiama qualcuno perchè qualche giorno prima il bancomat si era mangiato la carta.

1: Scusi, il bancomat qualche giorno fa mi si è maginato la carta.

2: Quanto tempo fa?

1: Boh, una settimana penso

2: E tu adesso ti ricordi?

1: Ma io la mattina lavoro, e poi io mica vengo a sindacare sul fatto che voi aprite il secondo sportello 5 minuti prima della chiusura?

2: Eh Signora, siamo in Italia.